Il titolo dice tutto, le introduzioni sono superflue. Al di là del campo, di trofei sognati e lotte in campionato, finanziariamente le squadre di Serie A sono sane? La nostra lega ha un futuro o è vittima della sua voglia di tornar grande?

Sono ormai diversi anni che sentiamo termini quali “spending review”, “attenzione ai bilanci” e politiche di risanamento varie ed eventuali. La vera domanda ora è, hanno avuto effetto queste misure? Oppure la situazione è peggiorata negli anni? Volendo dare una risposta immediata, si potrebbe dire che navighiamo in un mare abbastanza corposo di letame. Effettivamente, togliendo casi interessanti come la Fiorentina (patrimonio netto intorno ai 77 milioni di euro, Napoli o Udinese (p.n rispettivamente di 59 e 44 milioni), la nostra lega mostra un trend abbastanza preoccupante, lo stesso che ha portato leghe come la Ligue 1 a diventare una polveriera.
Innanzitutto va fatta una precisazione: non ci sono debiti se non si fanno investimenti. Per carità, ben vengano gli investimenti delle nostre società. Essi, paradossalmente, sono una delle cure più immediate ed efficaci in periodi di recessione. Il problema vero non è infatti quanto si investa, ma come e in quale sistema.

 

Milan

Primo esempio: il Milan. La società del Cavaliere annovera circa 200 milioni di debiti che, in parte sono stati risanati durante l’anno. Il Milan, soprattutto ultimamente, ha investito molto in mercato e pubblicità in oriente, ma perlomeno ha dalla sua due cordate pronte a rilevare la società, con conseguente flusso di liquidità importante nelle casse del diavolo. Gli investimenti sbagliati ci sono stati, basti pensare a tutta la campagna per lo stadio andata a farsi friggere, ma i nuovi proprietari permetteranno ai rossoneri di appianare notevolmente il debito, togliendo Fininvest da notevoli imbarazzi.

Inter

I “cugini” se la passano peggio di tutti. Le ultime notizie riguardo un Tohir pronto a vendere quote della società, aiutato da un partner importante come Goldman Sachs, sono state seguite dalla pubblicazione dei dati relativi alla situazione patrimoniale della società nerazzurra. 417 milioni di debiti netti, 140 milioni di rosso nel risultato netto 2014/2015 e un patrimonio netto di -137 milioni circa. Certo in questa situazione di incertezza, il mercato dominato da Mancini non ha di certo aiutato. Infine, se non si dovesse raggiungere la Champions a fine anno, al netto di dichiarazioni di facciata, la situazione si profilerebbe drammatica.

Juventus

La società torinese è afflitta da circa 251 milioni di debiti, ma, non è messa affatto male. In effetti, il patrimonio netto della Juve, giovando anche della recente campagna in Champions, ammonta a 44 milioni di euro. In sostanza quindi sono stati fatti enormi investimenti ma, sostenuti da ottime basi finanziarie. Il risultato netto 2013-2014 per una squadra così importante, addirittura, ha visto un positivo di due milioni, oggettivamente notevole.

Roma

La società della capitale non è messa molto meglio, ma ha dalla sua una proprietà enormemente ricca che in ogni momento può far fronte a debiti vari. Quelli della a.s Roma ammontano a 245 milioni circa, con un risultato netto negativo di 41 milioni. In questa situazione, tuttavia, spingono all’ottimismo sia la recente campagna pubblicitaria negli USA promossa per volere di Pallotta, sia il progetto per il nuovo stadio di proprietà che, da una prima occhiata, sembra un vero gioiello.

In generale comunque la Serie A non riesce a decollare. I problemi sono vari, partendo dalla scarsa affluenza negli stadi, per finire ai contratti per diritti tv veramente poveri. Il recente fatturato di 1,8 miliardi impallidisce dinanzi a quelli di Premier League o Bundesliga. Sperando che la situazione migliori, godiamoci questo campionato e la prossima (ma probabilmente scarna) campagna acquisti.

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